Andy Warhol. Pop Revolution

DAL 18 FEBBRAIO AL 18 GIUGNO 2018

È esattamente una Rivoluzione Pop quella messa in atto da Andy Warhol con le sue icone senza tempo. Immagini intramontabili, impresse nella mente di tutti, dove la parola POP raggiunge tutti i significati intrinseci più nascosti, compreso quello di essere “Pop-olare”, ovvero parte integrante di un immaginario internazionale ormai consolidato.
Non solo Warhol ha scardinato qualsiasi processo creativo messo in atto sino ai primi anni del 900, ma ha ri-definito lo status-sociale del concetto di Arte in sè, con la giusta dose di provocazione, unita però ad una forte consapevolezza di una necessaria innovazione sociale e culturale.
Ecco dunque che il suo mestiere di Grafico Pubblicitario alimenta inconsapevolmente una creatività fuori dal comune, che unisce immagini di riferimento pubblico ad una sintesi di colori e forme ben definite. La cultura di massa diventa il messaggio, il brand diventa Arte e i colori diventano Pop. Un trinomio maledettamente vincente che ribalta le regole del mondo dell’Arte, facendo partire una vera e propria rivoluzione (POP) in atto ancora oggi.
A noi la scelta di esserne spettatori consapevoli.
Il MARTE di Cava de’ Tirreni, ospita la mostra ANDY WARHOL. POP REVOLUTION; una panoramica eccezionale che ci offre una visione a 360 gradi della Pop Art, nata con Warhol e giunta sino ai giorni nostri. Il pioniere fu Andrew Warhola Jr, che nel 1949, cambia il proprio nome in quello che noi tutti conosciamo dando vita ad un’arte sino ad allora sconosciuta, un’Arte nuova, destinata a cambiare il corso della storia.
Le sue immagini scaturiscono dai suoi incontri con personaggi noti, figure illustri del cinema, della musica, alla quale applicava il suo stile inconfondibile, fatto di tinte piatte e colori forti.
Diventano parte integrante della sua produzione anche oggetti di uso comune, detersivi, barattoli di zuppa, e molti altri, che grazie all’intervento di Warhol, acquisiscono il ruolo di Opera d’Arte.
Tutto questo, succede a metà del 900, un’epoca in cui una copertina di un disco con un primo piano sulla lampo di un paio di jeans maschili faceva urlare allo scandalo.
Ecco dunque, che nonostante l’aria provocatoria emanata dalla sua Arte anticonvenzionale, Warhol diventa in brevissimo tempo il nome più influente dell’Arte del tempo, non solo in questo ambito ma anche nel mondo dello spettacolo, della moda e in molti altri settori.
Le sue opere diventano icone di stile, cosi come il suo volto e il personaggio che lui stesso rappresenta. Tutto il mondo impazzisce per Andy Warhol, tutti vogliono le sue opere e tutti vogliono l’artista ai propri eventi mondani.
Questo succede anche il 23 Luglio del 1985 a New York, quando l’azienda leader del settore digitale Commodore, in occasione del lancio dell’innovativo computer Amiga 1000, decide di volere Andy Warhol come testimonial durante l’evento. Qui, l’artista non solo è presente, ma, seduto davanti al computer, crea i primi disegni digitali della storia.
Anche il mondo dell’arte dunque, inizia a cambiare, ed oggi possiamo dire con certezza che la produzione di Andy Warhol è stata determinante in questo cambiamento.
Non è stata infatti, fine a se stessa: la sua Arte ha continuato ad esistere nel tempo, forse in maniera inconsapevole, in tutti gli ambiti sociali.
Ha continuato a vivere anche nelle opere d’arte e negli artisti che sono venuti dopo di lui, condizionando inesorabilmente il mondo circostante. Warhol era Pop, il mondo lo stava diventando ed esigeva senza mezzi termini che l’Arte ne rappresentasse l’essenza.
Dopo aver visto le opere di Warhol, non si poteva certo tornare indietro. Ecco quindi nascere migliaia di sfumature di Pop Art, tutte inevitabilmente condizionate dal maestro, che portano avanti a testa alta quello che il mondo vuole vedere rappresentato.
Oggi riviviamo le sue contaminazioni, con le opere di grandi colossi contemporanei, come Mr. Brainwash, uno degli artisti contemporanei più influenti del momento, oppure attraverso le icone warholiane scolpite nelle sculture luminose di Marco Lodola.
Tutti maledettamente affascinati dal mito di Warhol, che rimane vivo e palpabile non solo nell’arte che ne segue ma anche nella vita di tutti i giorni.
Marzia Pasqualone