Pablo Picasso e altri viaggiatori.
Storie naturali e viaggi spirituali

DAL 19 FEBBRAIO AL 18 GIUGNO 2017

Dopo il successo della mostra Joan Miró e i surrealisti, che ha riscosso l’interesse di un vasto pubblico, con circa 12.000 visitatori, il Marte propone per il 2017 una nuova grande mostra. L’itinerario espositivo Pablo Picasso e altri viaggiatori, meglio definito dal sottotitolo Storie naturali e viaggi spirituali, promosso dal Marte in collaborazione con il settore Musei e Biblioteche della Provincia di Salerno e con l’apporto storico-critico di Marco Alfano, guarda all’interno della grande esperienza dell’artista spagnolo, individuando una linea di attenzione alla figurazione, che dal mondo metaforico degli animali – le “piccole persone” come ha scritto Anna Maria Ortese – arriva al significato del viaggio come esperienza spirituale.

La mostra presenterà quarantasei opere originali di Pablo Picasso, tra incisioni, litografie e ceramiche, a partire da due importanti serie complete: le trentuno incisioni, all’acquaforte ed acquatinta allo zucchero, dell’Histoire Naturelle di Buffon (1942) e le cinque grandi litografie a colori della Barcelona Suite (1966), vera e propria sintesi del percorso picassiano. È un viaggio spirituale che si chiude sulle sponde del Mediterraneo, coi colori della ceramica: piatti, vasi, piastre di terracotta, insomma il vasto repertorio di oggetti ricreati dal genio di Picasso. A queste ultime si collegano altre quaranta opere pittoriche, grafiche e ceramiche di importanti artisti “viaggiatori” approdati sulle coste salernitane.

Il tracciato espositivo ospita inoltre una documentazione fotografica e video di grande rilievo, posta a corredo delle sale espositive: si tratta di riproduzioni tratte da celebri autori che hanno lavorato con Picasso dagli anni Quaranta ai Sessanta: da Robert Capa ad Henri Cartier-Bresson, da Herbert List a René Burri, ma anche il celebre film Le Mystère Picasso (1955) di Henri-Georges Clouzot, una delle poche esplicite dichiarazioni di poetica che Picasso ci abbia lasciato.

Non v’è dubbio che la Costa d’Amalfi sia stata fonte d’ispirazione, meta di viaggio, “luogo” magico dove la cultura artistica europea ha affinato le sue ragioni e identità. È possibile dunque seguire lo sviluppo di questo immaginario disegnando una fenomenologia di esperienze, di incontri, di scoperte, ma anche di segni, di colori, suggeriti da un territorio fertile di memorie immaginative, che da Vietri sul Mare giunge alle assolate spiagge di Positano, risalendo fino alle incantate ville di Ravello.

Il tema centrale è la “formazione” (Bildung) dello “sguardo” degli artisti di fronte al “visibile”, al sorprendente scenario della Costa, intendendo quest’ultimo quale intreccio inscindibile tra i valori dell’ambiente “naturale” e quelli segnati dall’intervento umano. Il tracciato espositivo, partendo dall’esperienza di Pablo Picasso, compone un’affascinante trama fra memoria e contemporaneità: dal “trascendente” Maurits Cornelis Escher ad Oskar Kokoschka, dalle raffinatezze cromatiche di Han Harloff all’espressività arroventata di Ivan Zagoruiko, fino ai paesaggi “verticali” di Manfredi Nicoletti; dalla ceramica del “periodo tedesco” di Richard Dölker, Irene Kowaliska, Bab Hannasch all’innovazione plastica di Guido Gambone e Salvatore e Giosuè Procida, alla multiforme esperienza creativa di Ugo Marano, da un maestro dell’incisione europea come Peter Willburger ai protagonisti dell’arte attuale Peter Ruta e Mimmo Paladino. In mostra oltre quaranta opere, tra dipinti, disegni, acquerelli, incisioni e ceramiche provenienti dalle raccolte dei Musei Provinciali e da importanti collezioni private.

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